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MOUESCA Gabriel

1 Luglio 2012 Nessun Commento

Gabriel Mouesca non ha che 22 anni quando trova la prigione sulla sua strada. Ha già al suo attivo un’esperienza che si sussegue di lotte che segnano il suo ambiente, la sua epoca, il suo paese. Sindacalista licenziato dopo aver occupato la sua officina per impedire il suo dislocamento, ma soprattutto militante dell’organizzazione clandestina basca Iparretarak, è ricercato dopo la sparatoria dell’agosto 1983 in un camping nelle Lande che ha provocato un morto (nelle file dei gendarmi)e un disperso (nelle file dei militanti). Il 1 marzo 1984 la polizia gli tende una trappola e viene arrestato dopo una corsa-inseguimento tragica (il suo compagno al volante è ucciso da una pallottola alla schiena). “Deve” già più di quindici anni di prigione quando evade dalla casa circondariale di Pau nel dicembre 1986. Fuori, la lotta continua. Ma sei mesi dopo, è di nuovo arrestato sui Pirenei. Questa volta Gabriel lo sa; non è pronto a uscire. Organizza la resistenza. Termina le scuole superiori, prosegue gli studi di diritto, indispensabili per lottare con le stesse armi del nemico e legge molto. E soprattutto non si lascia schiacciare dalla macchina penitenziaria. Questo è un bene: al di fuori, è stato creato l’Osservatorio Internazionale delle Prigioni (OIP) per difendere, rispettare i diritti e la dignità dei detenuti. La sua nuova lotta è cominciata.

Dopo 17 anni di detenzione, esce finalmente. Ormai Gabriel Mouesca organizza la resistenza dall’esterno. Inizialmente incaricato di missioni sulle prigioni alla Croce Rossa, è stato eletto nel giugno 2004 presidente della sezione francese dell’OIP. Nel febbraio del 2006 ha pubblicato “la Nuque raide”, una raccolta di conversazioni biografiche sulla sua lunga esperienza nelle carceri che parlano soprattutto dell’uomo, sconvolto dalle ingiustizie della nostra società ma sempre nella lotta cui non può rinunciare. Oggi è incaricato dei progetti sulle “prigioni” per Emmaus France, e lavora sulla questione del rinserimento di vecchi prigionieri nella società. Ugualmente milita nel movimento Autonomia Eraiki, in favore dell’autonomia dei paesi baschi francesi. Nel settembre 2011 si è candidato, come candidato indipendente all’elezioni per il senato.

Nell’aprile 2015, Anne-Marie Michaud e lui sono stati nominati co-presidenti del Comitato per la difesa dei diritti umani nei Paesi Baschi (CDDHPB), un comitato fondato nel 1984. Recentemente ha iniziato un laboratorio di inserimento lavorativo per donne che stanno terminando il periodo di reclusione, in collaborazione con Emmaus France; è la prima attività di questo tipo in Francia e prevede un’attività lavorativa in azienda di coltivazioni biologiche.

Partecipazioni a Tonalestate
nel 2002, conferenza del 2 agosto dal titolo “Ma nuit carcérale était étoilée”;
nel 2003, conferenza del 3 agosto dal titolo “Il n’y a pas de fatalité”;
nel 2004, conferenza del 1 agosto dal titolo “La misére encarcerée”;
nel 2005, conferenza del 3 agosto dal titolo “All’ombra della repubblica”;
nel 2006, conferenza del 7 agosto dal titolo “La nuque raide: l’histoire d’une rèvolution
interieure”;
nel 2008, conferenza del 5 agosto dal titolo “HERRIAK BIZI BEHAR DU – Le peuple doit vivre”;
nel 2011, conferenza del 7 agosto dal titolo “Pays basque, en chemin vers la liberté”;
nel 2015, conferenza del 6 agosto dal titolo “Le pays basque en marche vers la Paix!”.
nel 2017, conferenza del 9 agosto dal titolo “Pays basque, sur le chemin de la Paix”

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